Partner destra

Articoli

Una psicoterapia mirata migliora anche lo stato fisico dei pazienti

Può una terapia psicologica avere effetti benefici anche sulla salute fisica?

La risposta appare scontata. Basterebbe pensare a come l’umore del paziente influisca in bene o in male sull’andamento di una malattia o sui tempi di ripresa da un intervento per archiviare il quesito con un rotondo ‘Sì’. Tuttavia, alla luce dei nuovi studi effettuati nel campo della genomica psicosociale, domanda e risposta sembrano assumere connotati più profondi e la conclusione affermativa al quesito appare più sorprendente di quanto si possa immaginare.
Secondo una ricerca effettuata dal Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica (CIPPS) di Salerno, infatti, non solo da una psicoterapia mirata si sono riscontrati benefici sullo stato fisico dei pazienti; addirittura l’intervento psicologico ha lasciato emergere veri e propri cambiamenti a livello genomico con l’attivazione di particolari geni che hanno condotto al miglioramento rispetto a malattie gravi come tumori, malattie autoimmuni, degenerative del sistema nervoso, malattie infiammatorie e così via.
In pratica, associata ad una corretta terapia medico-farmacologica, il metodo studiato al Cipps di Salerno, sotto la direzione dei professori Mauro Cozzolino e Giovanna Celia, ha dimostrato un miglioramento – nei pazienti sottoposti a sperimentazione – della risposta mente-corpo nel contrastare la malattia, in particolar modo attraverso un potenziamento della risposta immunitaria e della risposta antinfiammatoria.
Una nuova frontiera inaugurata dal professor Ernest L. Rossi e approfondita, a mezzo metodo scientifico, dai due colleghi salernitani che hanno lavorato in stretta collaborazione con il neuroscienziato americano, allievo di Milton Erickson. Proprio da Erickson Rossi ha mutuato l’uso dell’ipnosi che, non più regressiva, diviene un viatico al processo auto curativo intrapreso dal paziente. Processo creativo è il nome dato alla terapia. Un percorso in quattro stadi in cui il rapporto terapeuta-paziente devia da ciò che l’immaginario collettivo è abituato a intendere, con il terapeuta che diviene, a tutti gli effetti, un facilitatore, una guida per il paziente che, a tutti gli effetti, diventa il proprio terapeuta.
Fin qui l’approccio, benché innovativo, potrebbe apparire logico sulla base dell’indirizzo ormai intrapreso dalla psicoterapia mondiale. Quel che risulta innovativo, però, è il beneficio riscontrato non solo a livello psicologico ma, soprattutto, a livello genomico in chi si è sottoposto al ‘processo creativo’ sviluppato da Rossi.
In sostanza, e senza voler anticipare la pubblicazione ufficiale dei dati sperimentali, quanto riscontrato dall’equipe ‘italo-americana’ è stato un cambiamento nell’attivazione di determinati geni che ha prodotto un mutamento fisico rispetto a pazienti affetti dalle patologie sopraindicate. Un cambiamento che, associato sempre alla terapia medico-farmacologica, ha contribuito al miglioramento dello stato della malattia.
Risultati evidences-based presentati anche al The Evolution of Psychotherapy, il convegno internazionale di psicoterapia tenutosi ad Anaheim, in California, dal 10 al 16 dicembre. Un summit che ha raccolto il gotha della psicoterapia mondiale e durante il quale l’Italia è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante proprio grazie agli studi sperimentali portati avanti da Ernest L. Rossi e dal Cipps di Salerno.
Quali siano gli scenari che l’approccio dettato dalla genomica psicosociale potrebbe aprire ora, è un interrogativo affascinante quanto complesso. Saranno gli ulteriori studi, in corso, a consegnare maggiore spessore al metodo già, di per sé, comprovato e sostenuto, in tutta Europa, solo dal Cipps. Certo è che quanto appurato appare come un deciso passo in avanti rispetto all’idea che il cervello, questo “sconosciuto”, in definitiva sia capace non solo di curarsi ma, soprattutto, di curare il corpo di cui fa parte.


Da sinistra (dopo Claudia Iannone, psicologa del Csm di Campobasso) c'è la dottoressa Giovanna Celia, direttore didattico del Cipps di Salerno. Accanto a lei il professor Ernest L. Rossi, presidente
onorario del Cipps e Direttore del Milton Erickson Institute of Californian
Central Coast. Il resto è il gruppo di italiani al convegno di Anaheim

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna