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'Tutela dei diritti in psichiatria': tutti in marcia verso la consapevolezza

Folta presenza ed attivo interesse per il workshop indetto dall'associazione Liberamente Insieme  il 18 aprile presso il Centro di Salute Mentale di Campobasso.

Tutela dei diritti in psichiatria il nome dell'incontro. Sala gremita, visi noti e meno noti, professionisti della salute mentale e non, operatori, utenti, curiosi, oltre la disponibilità dei posti a sedere e della capienza, tutti insieme per riflettere su un tema, quell dei diritti in psichiatria, che non manca di aver bisogno di essere di essere discusso.
Il presidente di Liberamente Insieme, Gianpietro Petrone, ha introdotto il convegno sottolineando l'importanza di un termine più e più volte: consapevolezza. Quella, soprattutto quando si è una situazione di disagio psichico (ma non solo), di rendersi conto di essere né più né meno parte di una cittadinanza attiva, con necessità, dignità, diritti e doveri. E questa condizione di soggetti attivi richiede una visione chiara di tutto ciò che ci circonda, ivi compresi aspetti legali, politici e sociali.
A dare man forte alla giornata, diversi attori del settore. In ordine di interventi, Flavia Monceri, professoressa di filosofia politica dell'Università del Molise, che ha esplicato con esempi fruibili anche ai meno addetti ai lavori, questioni riguardanti l'apparato sociale e i rapporti con esso per quanto riguarda soggetti che, per un motivo o l'altro, si ritrovano in una condizione di minoranza e stereotipicamente di "etichetta", ma con uguali bisogni di una maggioranza. Ne è venuto fuori un quadro che esorta alla determinazione e alla volontà di creazione di una rete informata.
Le ha fatto eco l'avvocato Luigia Iocca, entrando più in particolari per quanto riguarda aspetti del Codice civile e della Costituzione, in particolare sulle questioni dell'interdizione, della capacità naturale e giuridica, di diritti di consensi, gradi di autonomia e di forme personali di sostegno terze, interessando un platea attiva che è intervenuta con pareri, esperienze emotive, suggerimenti e richieste in diversi frangenti. Essenziale il punto della questione: la legge fornisce una misura di sostegno e di aiuto e non di costrizione. E quando si è argomentato sul trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), che spesso si trova ad essere un punto oscuro per chi soffre di disagio psichico, è intervenuto anche l'avvocato Vittorio Piccirillo, citando anche esperienze utili alla comprensione di situazioni straordinarie, di diritti inalienabili e ricordando le grande conquiste post Basaglia.
Hanno chiuso nuovamente Petrone e la dottoressa Paola Trentalance, che ha portato i saluti del Csm campobassano e del suo direttore Franco Veltro, che ha avuto una funzione solo ospitante, sottolineando che i meriti della riuscita organizzazione vanno solo ed esclusivamente a Liberamente Insieme e a chi vi gravita intorno, con la speranza che successivi incontri di questo tipo suscitino ancora più interesse e presenza nell'intera cittadinanza.

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