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#IAmWhole, musica per la felicità

In novembre, il cantante Ed Sheeran è salito sul palco della Camden Roundhouse di Londra per il concerto #IAMWHOLE Music 4 Mental Health. iniziativa a favore della salute mentale.

La campagna #IAMWHOLE mira a invitare i giovani a confrontarsi con linguaggio offensivo e con la stigmatizzazione del concetto di salute mentale, incoraggiando gli altri a parlare apertamente dei propri problemi e cercare aiuto. Altre star si sono esibite durante il concerto: Olly Murs, Ella Eyre e James Arthur, Anne-Marie, Nothing But Thieves, Professor Green, Louis Berry e Hussain Manawer.
Ed Sheeran ha tenuto molto a partecipare, e di certo era il nome di maggior prestigio nella lineup. Quando la star è salita sul palco ha annunciato: «È un evento che succede una sola volta: voglio suonare una canzone che non canto proprio mai. L’ho scritta io ma qualcun altro la canta meglio di me». Si riferisce a Love Yourself, che Sheeran ha scritto per Justin Bieber insieme al cantante canadese e Benjamin Levin.
Dopo il concerto, Ella Eyre ha commentato sul proprio profilo Instagram: »Una serata incredibile con gente che parlava così in modo così aperto al primo evento #M4MH. Tanto TANTO amore a Jordan Stephens e tutti voi che siete venuti a far parte di qualcosa di così speciale».
James Arthur, invece, ha voluto ricordare il concerto con queste parole: «La questione della salute mentale mi è molto cara e poter collaborare con tutte queste persone di talento così influenti in una sola notte è stato un sogno divenuto realtà, e un enorme passo in avanti nel rimuovere la stigmatizzazione legata alla salute mentale».
Olly Murs si è detto felicissimo di aver partecipato all’evento, e ha rivelato quanto fosse nervoso all’idea di esibirsi per la prima volta dal vivo sul brano Talking To Yourself, che parla proprio di salute mentale.
La cantante Anne-Marie, poi, che ha debuttato con un album intitolato proprio Speak Your Mind (“Di’ quello che pensi”), si è esibita sulle note di Perfect To Me, che parla di esporre tutte le proprie insicurezze, e parlare con gli altri quando ci si sente soli. L’artista ha poi raggiunto il presentatore della serata, Jordan Stephens per discutere dell’evento dopo la sua performance: «Ho avuto difficoltà a lungo quando ero più giovane e non me ne rendevo nemmeno conto. Poi sono cresciuta e ho cominciato a parlare con la gente, a fare ricerche online, ho provato ad ascoltare me stessa e capire cosa mi stava succedendo».
Anne Marie ha poi continuato: «La vita è dura. Nessuno può viverla senza un problema o una difficoltà, per cui quanto prima cominciamo a riconoscerlo, tanto meglio per noi», e ha sottolineato poi quanto qualsiasi problema sia importante.
Iniziative del genere aiutano a combattere lo stigma sociale, diffuso non solo nel Regno Unito e all’estero ma anche, forse ancora di più, nel nostro Paese; voci di tutte queste persone famose (di recente anche Lady Gaga) aiutano a capire che neanche in situazioni apparentemente felici si esente da talune problematiche.
James Arthur, invece, ha voluto ricordare il concerto con queste parole: «La questione della salute mentale mi è molto cara e poter collaborare con tutte queste persone di talento così influenti in una sola notte è stato un sogno divenuto realtà, e un enorme passo in avanti nel rimuovere la stigmatizzazione legata alla salute mentale».

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