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La passione di Giovanna d'Arco

Anno: 1928
Paese: Francia
Genere: drammatico, storico
Regia: Carl Theodor Dreyer
Cast: Renée Falconetti, Eugène Silvain, Maurice Schutz, Antonin Artaud, André Berley, Jean d'Yd, Louis Ravet, Michel Simon

Montagna della settimana arte, riconosciuto all'unanimità come una delle maggiori pellicole della storia. Banalmente, certo, ma di quante opere si può dire davvero questo? Entrato nell'immaginario globale, anche quello parodistico, campo in cui l'accesso spetta solo a cose che hanno lasciato un segno vigoroso.
La sua forza psicologica è nella cura ossessiva per la rappresentazione delle emozioni umane, che trascendono su tutto in resto, in un non luogo fotografato volutamente poco, e in una precisa collocazione storica che però pare dilatarsi durante l'azione.
Le espressioni dei volti in primi e primissimi piani, notoriamente punto focale degli studi psicologici, sono caricate il quanto basta per perturbare, scioccare lo spettatore e renderlo affine ai dolori, alla passione della protagonista e ai pensieri reconditi dei suoi accusatori.
Nessun sonoro “ufficiale”, solo successivi adattamenti (com'è noto, le pellicole mute venivano accompagnate da musica o rumori prodotti sul luogo della proiezione), ma va possibilmente fruito muto, con il silenzio che diventa colonna portante della carica estatica.
Lavoro vituperato, ha subito rimaneggiamenti dovuti alla mano umana e al fato, ma, infine, ci è comunque pervenuta una versione attinente a quella pensata originariamente dal regista.

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