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Salute mentale è condivisione e unione d’intenti, al Coriolis la magia della Cena di Natale

Quando la Rete della Salute Mentale si muove i risultati sono plateali. E sotto gli occhi di tutti. Anche l’edizione 2018 della tradizionale ‘Cena di Natale’ è stata un successone: strapiena la sala cerimonie del Coriolis di Ripalimosani.

Quasi 700 gli ospiti che si sono dati appuntamento lunedì sera in una location vestita a festa per l’occasione. Perfetta la gestione della serata, sia da parte degli organizzatori (che hanno preparato l’evento nei minimi particolari nel corso di varie riunioni), che sotto il profilo del servizio in sala (il Coriolis, si sa, rappresenta il top in materia). Ma è stato il clima di condivisione e un’unione d’intenti quasi magica a fare da collante ad un parterre di ospiti rappresentanti della società campobassana, e non solo. E’ proprio questa la magia: la cena della rete riesce a portate allo stesso tavolo rappresentanti della salute mentale, della società civile, politica, militare, ma anche semplici cittadini, amalgamati alla perfezione. Allietati dal sound della band ‘I Luppoli’, abili nell’accompagnare l’alternarsi delle pietanze e spingere quando era il momento di scendere in pista, i quasi settecento partecipanti hanno gustato un menù preparato sapientemente dagli chef del Coriolis, oramai partner della Rete.
Ma lunedì sera è stata anche l’occasione per accendere i riflettori su una questione che sta particolarmente a cuore all’intero universo della salute mentale. Una parentesi per riflettere sulla struttura dell’ex Antitubercolare, oggetto di un piano di recupero che porta la firma di cooperative e associazioni. Ad illustralo ci ha pensato il numero uno del Csm, Franco Veltro, che ha proiettato delle slide per mostrare ai presenti l’esistenza – oramai da un bel pezzo – di un progetto avvalorato da uno studio condotto da vari esperti che trasformi un ‘palazzone’, da qualche anno in disuso, in un centro polifunzionale. Il piano di recupero prevede la realizzazione di una palestra per gli utenti del Csm, il personale ma anche per i residenti del quartiere; un punto ristoro, un lounge-bar al pian terreno; al piano superiore, invece, sono stati disegnati degli spazi adibiti ad un co-working nonché consoni ad ospitare sedi di associazioni e cooperative. Insomma, un progetto che rivitalizzerebbe non solo la struttura, ma lo stesso rione, rappresentando un’alternativa anche per la popolazione anziana della zona.











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