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Natale e... fenomeni sul fare regali

Natale alle porte, per le strade da un po' si respira aria di festa, vetrine a tema, le musiche note, i pensieri verso gli imminenti pasti abbandonati.... E, tra una cosa e l'altra, la mente va ai parenti e ai regali...

...E anche quest’anno magari si è in ritardo con i "famigerati" regali. Perché si procrastina anche a Natale? Il fenomeno della procrastinazione non svanisce nemmeno in questa occasione ma, secondo alcune ricerche psicologiche, non è immune dallo spirito natalizio
La procrastinazione “natalizia” è stata oggetto di diverse ricerche psicologiche che hanno messo in evidenza le caratteristiche e i fattori che influenzano tale fenomeno.
Alzi la mano chi, a pochi giorni da Natale, non ha ancora pensato a tutti i regali. Ci sarà qualcuno che ne alzerà due perché forse non ha pensato neanche al primo regalo della lista… eppure si rimanda, nonostante si è consapevoli di doversi dedicare prima o poi agli acquisti, onde evitare lo sguardo furente del negoziante che il 24 Dicembre alle 21.07 non può chiudere il negozio perché siamo ancora indecisi su cosa regalare alla cara vecchia zia. Rimandiamo l’acquisto dei regali… anche la nostra procrastinazione cede al fascino del Natale!
Il fenomeno della procrastinazione “natalizia” è stato analizzato anche dai ricercatori, già diversi anni fa. In uno studio di Joseph R. Ferrari (1993), condotto su 240 clienti di un centro commerciale, sono stati analizzati i punteggi di procrastinazione dei partecipanti, la vicinanza al giorno di Natale e le motivazioni degli acquirenti a comprare proprio in quel particolare giorno. Dalle analisi è emerso che gli acquisti raggiungevano il picco massimo alla vigilia di Natale e correlavano con la scadenza dei buoni sconto messi in palio dal centro commerciale come ricompensa per partecipare allo studio. Le persone con punteggi di procrastinazione più alti hanno riportato diverse motivazioni alla base del loro rimandare: si sono così distinti i procrastinatori oberati di lavoro (che rimandano l’acquisto dei regali perché sommersi da impegni lavorativi) e i procrastinatori dalla debole autostima (che tardano l’acquisto per non auto-confermarsi la credenza di essere incapaci anche nel comprare regali). Dunque alcuni procrastinatori si lasciano condizionare da aspetti più situazionali, mentre altri si lasciano bloccare dalla percezione delle proprie carenze.
Sarebbe interessante replicare lo studio ai giorni nostri, magari esaminando i cambiamenti tra i procrastinatori anche alla luce dell’avvento dell’e-commerce.
Un successivo studio (Spangenberga et al. 2005) ha preso in esame quali tipi di stimoli ambientali possono favorire gli acquisti. Utilizzando gli stimoli associati alle festività natalizie, la ricerca di Spangenberga e colleghi ha esplorato gli effetti congiunti del profumo ambientale e della musica sulle valutazioni dei consumatori di un negozio. I risultati hanno indicato che gli effetti di un profumo tipicamente natalizio sono moderati dalla natura della musica di sottofondo. In particolare, la propensione dei consumatori all’acquisto è più elevata quando, nel negozio, insieme al profumo natalizio viene fatta ascoltare anche musica natalizia. Quando in presenza di profumi natalizi, invece, viene diffusa musica di diverso tipo (non natalizia) tale propensione si riduce notevolmente. Insomma… ai negozianti è consigliato di munirsi di aroma alla cannella e cd di Michael Bublé.
Se comunque la procrastinazione non cede nemmeno ad aromi e musichette, ci pensano i risultati di un ulteriore studio (Kasser & Sheldon, 2002) a consolare e, forse, a ricordare quale dovrebbe essere il vero spirito del Natale.
È stato chiesto a 117 individui, di età compresa tra 18 e 80 anni, di rispondere ad alcune domande sul loro grado di soddisfazione, stress e stato emotivo durante il periodo natalizio. Sono state inoltre poste domande sulle esperienze personali vissute durante le festività, sull’uso di denaro e sui comportamenti di consumo. Il grado di soddisfazione e i livelli di felicità più alti vengono riportati quando gli individui vivono esperienze di condivisione in famiglia o esperienze di tipo religioso. Il benessere diminuirebbe invece quando le persone risultano essere più coinvolte nelle attività legate allo spendere denaro e al ricevere regali. In breve, gli aspetti materialistici delle moderne celebrazioni natalizie potrebbero minare il benessere individuale, mentre le attività familiari e spirituali possono aiutare le persone a sentirsi più felici e soddisfatte.
Se non avete ancora comprato tutti i regali, quindi, non preoccupatevi, ora sapete che anche regalare il vostro tempo agli altri può renderli felici.

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