Anno: 1961
Paese: Unione Sovietica
Genere: sentimentale, drammatico
Regia: Andrej Arsenevič Tarkovskij
Cast: Igor Fomchenko, Vladimir Zamansky, Marina Adzhubei:

Il giovanissimo violinista Sasha, piccolo e fragile, conosce Sergei, addetto ad un rullo compressore, persona umile ed onesta. Nascerà una sincera amicizia.
Terzo film del celebre artista Tarkovskij, un mediometraggio di tre quarti d'ora, che introduce nella sua carriera innovazioni sia dal punto stilistico che da quello del messaggio.
Il ragazzino, nella prima parte, gira per una Mosca da dipinto: un filtro che divide il quadro in più punti ed un gioco di specchi rendono la sua visione affascinata e sognante, una moltiplicazione dell'immagine che ci mostra l'animo di un bambino che dà il suo tocco emotivo ed amplificato alla realtà, rendendola migliore.
Ricorre anche l'elemento acqua, simbolo di vita.
Il tema portante mostra l'operaio che racconta alcune basi del vivere a Sasha, e lui, nel suo piccolo, spiega le fini delizie dell'arte musicale. Entrambi hanno da insegnare all'altro, in una funzionale comunicazione. Ci sarò però una svolta...
Non sono solo lenti speciali ed acqua a felicitare lo spettatore. C'è anche l'intensa interpretazione dei protagonisti e i tratti caratteristici di Tarkovskij già presenti: uno su tutti, il generale ritmo cadenzato, la lentezza delle carrellate, in contrasto alla frenesia di certe produzioni avanguardistiche del suo Paese di decenni prima.