«Troppi bambini e ragazzi, di ogni estrazione sociale e provenienza, soffrono di problemi legati alla salute mentale». Lo ha affermato Henrietta Fore, direttrice esecutiva dell'Unicef.

Nell’immaginario comune, i gamer, ovvero coloro che giocano ai videogames, sono persone che passano ore ed ore sdraiate sul divano con joystick in mano e circondate da patatine, bibite ed altro cibo spazzatura.

Nell’ eterogeneo quadro psicodiagnostico, la letteratura di settore ci suggerisce come l’ADHD abbia una grande probabilità di associarsi in età adulta ai disturbi di personalità che nel DSM-IV TR venivano classificati nel cluster B ed in particolare con il disturbo antisociale e il disturbo borderline di personalità (BDP).

Nonostante i benefici legati alla soddisfazione dei propri bisogni all’interno della coppia, tale contingenza non risulta sempre possibile; in questi casi, l’individuo tende a rivolgersi a persone esterne alla coppia.

Il suicidio di per sé non è una malattia, ma il disturbo mentale è il fattore più frequente associato al suicidio. Qual è il rischio di suicidio in adolescenti con Disturbi di personalità, in particolare il Disturbo Borderline?

L'ex celebre nuotatore Michael Phelps è diventato il primo "Medical Influencer" del 2019, un riconoscimento per i suoi continui sforzi tesi a destigmatizzare i problemi di salute mentale ed eliminare gli ostacoli al trattamento.

Un recente studio mostra come alcuni tipi di stimolazione transcranica possano migliorare le funzioni uditive, visive, motorie e comunicative, ma non le capacità verbali di pazienti in stato di minima coscienza.

Uno studio per riconfigurare le categorie diagnostiche classiche del DSM 5 e ICD 10 combinando dati comportamentali e di neuroimaging per far luce sulla diretta associazione tra misure cerebrali strutturali e funzionali in una popolazione adolescenziale senza far ricorso alle categorie diagnostiche psichiatriche tradizionali.

Diversi studi hanno valutato l’associazione tra l’indice di massa corporea (IMC) premorboso e la presenza di disturbi dell’alimentazione e hanno trovato risultati, non sempre confermati, che vanno nella direzione di un IMC premorboso più basso per l’anoressia nervosa e un IMC premorboso più alto per la bulimia nervosa e il disturbo da binge-eating.