Lo stigma sui disagi mentali è sempre dietro l'angolo, ma la consapevolezza, la comprensione e l'impegno per dissolverlo avanzano, con lo sport che dà il suo notevole apporto in proposito. Un club scozzese di calcio, Stenhousemuir FC, è in prima linea con un benefico programma specifico .

Stenhousemuir Football Club: è un "complesso" sportivo calcistico scozzese che ha la prima squadra in terza divisione, ma non è la questa la più grande vittoria, perché può vantare anche una team che partecipa ad eventi sportivi — con ottimi risultati! — per persone più sfortunate. Sono soprannominati "Warriors", "Guerrieri".
Il problema della salute psicologica è molto sentito in Scozia, la portata della sfida è enorme; il governo stima che una persona su tre soffra di qualche forma di malattia mentale. Il calcio è uno degli strumenti utilizzati per contrattaccare, e lo Stenhousemuir è in prima linea nella battaglia.
FIFA.com, il sito della federazione mondiale, in marzo ha dato risalto alla squadra, seguendo "i guerrieri", viaggiando per vedere i pluripremiati atleti in azione, ascoltando una storia di successo senza riserve.
Julie Cunnell, terapista in salute mentale con il Forth Valley NHS, l'organismo regionale che si occupa della sanità nella regione di residenza del team, ha dichiarato: «Svolgiamo regolarmente valutazioni, e tutti coloro che sono coinvolti nel programma di calcio, senza una sola eccezione, hanno riportato un miglioramento del loro umore e una diminuzione dei loro livelli di ansia. Alcune delle persone seguite non riuscivano a lasciare casa, ed ora viaggiano in giro per il Paese per giocare i loro i tornei». 
La società fornisce kit di gioco, allenatori preparati per guidare le sessioni e l'utilizzo dell'Ochilview Park, uno stadio di Stenhousemuir, tutto per permettere la continuazione di questa avventura pionieristica.
«Il club è stato brillante — ha dichiarato John McGowan, un project worker di Caledonia Service, organismo scozzese di tutela della salute mentale —, la cosa bella di questo gruppo è che si rivolge alle persone in tutte le fasi dei loro recuperi. E il calcio sembra particolarmente adatto per coinvolgere le persone. I benefici sono davvero molteplici: migliorano la salute mentale, la salute fisica, l'interazione sociale. E si può letteralmente vedere la differenza nei ragazzi coinvolti, che sia nel loro aspetto fisico o solo nel loro stato d'animo generale».
Il reale potere del programma è confermato anche dai diretti interessanti. Due atleti beneficiari, Robert Cochrane e Christopher Horne, hanno voluto descrivere come le loro vite sono cambiate in meglio.
La storia di Robert: «Prima di venire qui, ho sofferto molto con la depressione e non avevo autostima. Alcune persone pensano che dovresti essere in grado di uscirne, ma non è così facile, è un modo orribile di vivere. Ho fatto parte del programma di calcio per due anni e mezzo ed è stato fantastico per me. Mi dà qualcosa per cui non vedo l'ora che arrivi ogni venerdì, allevia lo stress che potrebbe accumularsi e mi fa sentire di nuovo bene. Ha fatto una grande differenza nella mia vita, ho incontrato molti amici e ho socializzato, mentre ero solito stare a casa da solo. Ho perso anche un sacco di peso, cosa che dovevo fare. Anche la mia famiglia è fiera di me, ed è bello mostrare i trofei e le medaglie vinte. Sono solo molto più felice di me, adesso».
La storia di Chris: «Vengo da un anno fantastico, passato con un gruppo molto felice. Ogni volta che vengo trovo persone che ti danno il benvenuto, ti stringono la mano e ti chiedono come stai. Ho sempre amato il calcio, non so per lo spirito sociale delle cose o per il tipo di sport stesso. È stato tutto positivo anche per la fiducia in me stesso, perché abbiamo vinto un paio di campionati e siamo andati in diverse città del Paese per le partite, vincendo trofei. Soffro di schizofrenia, e l'attività mi ha aiutato a migliorare la mia salute mentale. Sono contento di essere stato coinvolto, se non avessi avuto il calcio, non so in che in che stato sarei finito. Ha fatto un'enorme differenza nella mia vita».