Riportiamo integralmente l'articolo comparso sul Quotidiano del Molise che descrive nel dettaglio la posizione della nostra e delle altre regioni secondo il monitoraggio effettuato dalla Società Italia di Epidemiologia  Psichiatrica.

Lo stato della Salute Mentale nel nostro Paese viene analizzato dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, attraverso il contributo alla stampa del suo presidente Fabrizio Starace. Il Molise, sia per lo stato di assistenza psichiatrica ospedaliera che sul territorio, viene promosso attraverso i nuovi parametri inseriti nel nuovo sistema di valutazione dei Lea. «Un sistema più rigoroso – si afferma dalla Siep – quindi, meno esposto all'effetto di ‘appiattimento’ mostrato dalla Griglia LEA e più sensibile alle differenze tra assistenza distrettuale, ospedaliera e prevenzione, grazie ad un ventaglio di indicatori significativamente più ampio». Nel caso degli ospedali il quadro che emerge non è incoraggiante: solo due regioni, Friuli Venezia Giulia e Basilicata ottengono i pieni voti, seguite dalla Toscana, e poi da Campania, Molise, Lazio, Marche, Umbria e P.A. Bolzano; mostrano una performance appena sufficiente anche Lombardia, Veneto e Abruzzo; all'estremo opposto, non raggiungono la sufficienza Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, P.A. Trento, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, con Emilia-Romagna e Valle d’Aosta insufficienti a tutti e tre gli indicatori e la Liguria a due su tre. Per l’assistenza territoriale la Regione meglio performante è in questo caso l’Emilia-Romagna, seguita dalla Calabria, e poi da Puglia, Molise, Toscana, Friuli Venezia Giulia e P.A. Trento; risultano appena sufficienti Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria e Lazio; non raggiungono la sufficienza Valle d’Aosta, P.A. Bolzano, Basilicata, Sardegna (insufficienti a tutti e tre gli indicatori); Abruzzo (insufficiente a due indicatori su tre); insufficienti anche Umbria, Marche, Campania e Sicilia. «Il percorso di miglioramento continuativo dell'erogazione dei LEA – afferma il presidente Siep Starace – che i risultati del monitoraggio dovrebbero innescare non può esercitarsi senza disporre delle informazioni essenziali che descrivono l’organizzazione ed il funzionamento di un sistema di cura nelle sue componenti fondamentali. Nel caso della salute mentale, dalla Legge 180 in poi, nel nostro Paese queste informazioni non riguardano tanto l’ospedale, i posti letto, ma quello che si fa (o – purtroppo – ancora non si fa) sul territorio, nei distretti sanitari, al domicilio delle persone. Considerare solo i dati relativi all'assistenza ospedaliera può certamente attivare processi di efficientamento della stessa, ma per evitare che questo si trasformi in una riduzione dei livelli generali di assistenza occorre verificare se parallelamente è stata incrementata la funzione di cura sul territorio. Siamo consapevoli – conclude Starace – che gli indicatori proposti non colgano tutta la ricchezza che un sistema – ben funzionante – di cura per la salute mentale è in grado di esprimere; essi tuttavia ne costituiscono un proxy, una misura indiretta, indispensabile per avviare una effettiva azione di garanzia».