Per gli inglesi è "take care", per i francesi "prendre soin", in albanese è "kujdesemi", in Guatemala si dice "cuidate" e in maori si traduce con "tiaki". Un concetto universale d'amore.

Per gli italiani che hanno nella testa gli ultimi brani del Festival della canzone italiana si traduce in: basta mettersi al fianco invece di stare al centro. Si potrebbe concretizzare nella tenerezza di un bacio sulla fronte la richiesta di cure nella preghiera di amore universale cantata da Simone Cristicchi al 69° Festival di Sanremo. Il cantautore definisce la sua canzone una preghiera d’amore che tocca i grandi temi dell'umanità: la sofferenza, il perdono, la debolezza, il senso del dolore. È un grido d’amore, una dichiarazione di fragilità. A qualcuno è persino sembrata una preghiera di Dio all'uomo, dove è appunto Dio che chiede all'uomo di aver cura di lui. Cristicchi parla di amore universale, di una preghiera rivolta a chiunque, per cui l’altro a cui chiediamo aiuto può essere una persona a cui siamo legati da relazioni significative o un altro a cui siamo legati da un sentimento collettivo, che condivide con noi la natura umana stessa ma che solo per caso è nato nella parte fortunata del mondo. Per chiedere cure si deve riconoscere la propria fragilità e la propria debolezza, rendersi vulnerabile nel dichiararla all'altro, e prima di farlo si ha bisogno di sapere di potersi fidare. Abbandonarsi all'altro è l’opposto di abbandono. Abbandonare qualcuno e abbandonarsi a qualcuno hanno dietro due universi di sentimenti completamente opposti. La richiesta di aiuto appare disarmante perché per farla ci si mette nelle mani di un’altra persona, un po' come se si corresse il rischio di farlo, ma il tema che subito va a tutelare tutto è la fiducia perché si chiede aiuto a chi si crede possa darlo. Ritorna tra i versi la fragilità dell'essere umano e la bellezza di mostrare la propria debolezza all'altro. La richiesta di aiuto si riferisce ad un amore puro, ma non un amore che non darà niente in cambio; abbandonarsi all'altro implica il ricevere conforto e consolazione. Difatti prima del ricevere cure c’è la sofferenza e l’incertezza, poi la speranza che l’altro possa aiutare, l’aspettativa che ciò avvenga, poi la fiducia e la scelta di chiedere aiuto e poi solo allora «Abbracciami se avrò paura di cadere che siamo in equilibrio sulla parola insieme».
È importante, in un epoca come questa, ha dichiarato Simone Cristicchi, dare messaggi positivi, ed uno di questi in riferimento a vissuti di rancore, di risentimento, di aggressività e di odio è di sicuro «Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso perché l’impresa più grande è perdonare se stesso».
Il brano si presta anche ad un’ulteriore interpretazione. È la vita di ciascuno che chiede di prendercene cura, insomma bisogna essere gentili con la vostra stessa vita. Che si abbia studiato, lavorato presto, che ci sia impegnati duramente, rispettare quello che la vostra vita è stata, abbiate cura del vostro passato, mettetelo in buone mani e siate debitori di bene nell'impegno e nella gentilezza di ogni giorno. Benvenuto al messaggio di Simone Cristicchi! Perché c’è anche il lato oscuro della sofferenza ed è per questo che andrebbe sempre condivisa, per cui potrebbe essere un memento: ricorda di chiedere aiuto e ricorda di dare un bacio sulla fronte. E con questo lasciamo a chi mette se stesso nelle mani dell'altro la considerazione se il perdono possa essere considerato la forma più alta dell'amore, perché anche queste parole non sono perle di saggezza ma sassi di miniera.