Come annunciato, sabato 2 marzo si è svolto nei locali del Centro di Salute Mentale di Campobasso il seminario La "cognizione sociale" e i deficit ad essa connessi. Riportiamo un commento sulla giornata tratto da quotidianomolise.com.

La “cognizione sociale” e i deficit ad essa connessi, questo il tema del seminario tenutosi nella mattinata di sabato a Campobasso e promosso dal Centro di Salute Mentale del capoluogo, diretto dal dottor Veltro. La cognizione sociale non è una semplice abilità, è un costrutto cognitivo che si compone di una vasta gamma di conoscenze e competenze di tipo sociale ed emozionale, che maturano nel corso dell'evoluzione dell'individuo consentendogli di modulare il proprio comportamento in riferimento agli altri. Alcuni degli aspetti della cognizione sociale risultano però compromessi nelle patologie psichiatriche, in particolare nella schizofrenia e si traducono in un’incapacità nel costruire relazioni appropriate con gli altri, problemi nella vita sociale e difficoltà di adattamento alle continue e multiple richieste di un contesto sociale complesso ed eterogeneo. Durante il seminario (di alto livello scientifico) i professionisti dell'Aquila, tra i più qualificati in Italia sull'argomento, hanno raccontato del profondo rapporto con il Molise e con gli operatori, “il dottor Veltro ha condotto un lavoro esemplare in questa regione” – afferma Rita Roncone, Professore Ordinario di Psichiatria presso L’Univaq MeSVA- “basti pensare che il modello che Veltro ha ripreso e diffuso ossia l’applicazione dei trattamenti psicoeducazionali in SPDC è oggi una realtà a livello nazionale. Nell'ambito della psichiatria di comunità quanto fatto a Campobasso è l’esempio lampante di cosa significa migliorare le pratiche e portare delle innovazioni vere e concrete”. Dopo l’introduzione a cura del Dott. Massimo Casacchia, Professor Emerito dell’Università dell’Aquila, la dott.ssa Giusti ha sottolineato come la compromissione nel funzionamento sociale di persone affette da schizofrenia sia associata proprio ad un deficit nella cognizione sociale tanto da ritenere che tale danno sia l’aspetto centrale del disturbo schizofrenico. In altre parole dal momento che i deficit cognitivi sono presenti sin dal primo episodio psicotico (e tendono progressivamente a peggiorare dalla fase premorbosa al primo episodio) e si riscontrano anche nei familiari di primo grado di individui con schizofrenia, un deficit della cognizione sociale potrebbe essere considerato un marker o endofenotipo della schizofrenia. La psichiatria si basa sulla traslazione delle evidenze di ricerca nella pratica dei servizi e il miglioramento delle abilità di cognizione sociale sicuramente contribuisce assieme ai trattamenti farmacologici e agli interventi sulle famiglie a far sì che le persone con disturbi psichiatrici possano avere un percorso di vita più soddisfacente. Il funzionamento della persona dunque è la cosa più importante e dovrebbe essere il focus di tutti gli interventi: definirsi degli obiettivi e saperli raggiungere, relazionarsi e interagire con le persone in modo corretto, saper comunicare è qualcosa di molto complesso, su cui si può lavorare. Per questo motivo è fondamentale portare avanti con competenza sia i trattamenti farmacologici che quelli riabilitativi, ponendo attenzione agli interventi “Evidence Based” specifici per migliorare alcuni domini della Cognizione Sociale. Come riportato anche in passato sul Quotidiano del Molise ancora una volta il Centro di Salute Mentale di Campobasso dimostra di preferire una formazione altamente specialistica e innovativa per sostenere metodo e scientificità dei trattamenti; una “politica” e una visione puramente sanitaria per garantire “sicurezza” delle cure per la popolazione.




fonte: quotidianomolise.com