Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione a distanza e la loro rapida diffusione hanno aperto anche agli psicologi la possibilità di un loro utilizzo non solo ai fini di informazione o di pubblicità, ma anche per fornire prestazioni professionali.

Studi hanno dimostrato che la musica è in grado di influenzare l’asse ipotalamo-ipofisario, il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario, che hanno, a loro volta, un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo e del bilancio energetico. Stimola la produzione di endorfine, gli ormoni del "buonumore".

Secondo un nuovo studio la depressione post-partum non colpisce esclusivamente le neo-mamme, ma può interessare anche i neo-papà. Sfortunatamente, la mancanza di informazioni sulla depressione post-partum maschile (PPD) ha reso difficile l’individuazione e il trattamento del fenomeno, così poco conosciuto tra gli uomini.

Kevin Love, stella dei Cleveland Cavaliers, squadra che milita nel campionato di basket statunitense Nba, ribadisce la sua lotta per evidenziare l’importanza del benessere psicologico: «C’è uno stigma sulla salute mentale, ma tutti possiamo vivere qualcosa che vorremmo tenere nascosto».

Un recente studio pilota condotto su soggetti adulti affetti da autismo ha mostrato interessanti risultati rispetto al trattamento delle loro paure ed un significativo miglioramento della loro qualità di vita reale attraverso l’utilizzo della realtà virtuale.

La nuova richiesta del mercato immobiliare è il benessere, mentale e fisico, il comfort, quindi anche i protocolli che certificano la qualità e la sostenibilità degli edifici sono chiamati a fare un passo avanti. Non basta più esaminare sotto l’aspetto delle "performance", il nuovo fulcro è "salubrità".

Ormai è chiaro a tutti che durante il ciclo mestruale il corpo femminile cambia. Noto pure che questi cambiamenti influiscono anche sul cervello e sull'equilibrio chimico, quindi anche sullo stato emotivo/psicologico della persona.

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Essere brutte persone sarebbe la nostra innata tendenza di esseri umani. Nessuno escluso, saremmo tutti portati a dare il peggio di noi quando ci rapportiamo con gli altri. Lo afferma il neuroscienziato Christian Jarrett, e afferma di averne anche le prove.